tradizioni e fulminee fulminazioni


Cantina Mixteca nasce in un fienile di Siror (Primiero, Trentino orientale, Italia...) la sera del 19 agosto 2016.

Siror, 19 agosto 2016, nel Tabià de Istà, primo esperimento di Cantina Mixteca in occasione della mostra Il Monte e la Croce.
Ma si sposterà ben presto nelle strade di Tonadico, in una frasca a Susegana (Pedemontana veneta) e in molti altri luoghi di vita comune. Soprattutto in spazi di convivenza e convivialità (stalle, fienili, stue e piazòi) che, per lungo tempo, la gente ha impiegato per i suoi incontri serali. I cosiddetti filò.

Tonadico, 26 agosto 2016, quasi una processione, in occasione di Luoghi da leggere, promosso dalle Biblioteca di Primiero e con la partecipazione di Andrea Giuntini.

È proprio a partire dalla tradizione del filò che la rock-band Mixteca (su istigazione di Gianco e Gino) ha avviato il progetto Cantina. Con l’idea di ripercorrerla, senza però scimiottarla. E a partire da quello che era il collante e la sostanza psicotropa di quegli incontri notturni: il canto armonico.
Un canto che smuovendo in tutti (musicanti e non) un sentimento di partecipazione e con-passione, riusciva a farli sentire dentro, al centro, di un mondo comune “vero” e solido.

Il cantare insieme in quanto tradizione come innovazione ben riuscita è il nòcciolo di Cantina Mixteca. In realtà, mescolando e contaminando, senza remora di sorta, due tradizioni.
La tradizione locale (di Primiero e dintorni) del canto popolare per terze (qui un sample audio), cui i più agé del gruppo (primo tra tutti il leader maximo Jimi Trotter) hanno avuto il privilegio di partecipare in diretta, tra casa e osterie di Mezzano.
E poi, la tradizione generazionale ispirata al rivoluzionario sound scaturito, negli anni Settanta, dalla West Coast californiana.
Una tradizione che, qui in valle, si va ancora trasmettendo, letteralmente di padri (e madri) in figli (e figlie!).

Non a caso, il cuore di Cantina Mixteca sono le voci di Guinnevere e Giorgia (qui un sample), figlie di Jimi e Zita, che fin dai Settanta, come molti altri della loro generazione, hanno coltivato la passione per il canto armonico dei vari Crosby, Stills, Nash, Joni Mitchell, Grace Slick e Jefferson Airplane, Grateful Dead e così via elencando...
Senza scordare la tradizione musicale della famiglia Trotter, dal bisnonno Giorgio, organista, alla nonna Lina, e giù e giù, fin ai più piccoli...

In questi due solchi Cantina Mixteca vuole ri-suonare e vivere il canto come coinvolgimento emotivo, occasione di ascolto e interplay con un pubblico che possa condividere e intervenire, aggiungersi, sentirsi parte.
Appunto: ri-suonare insieme.
Cantina è un percorso, più che una meta. Un suonare con, più che suonare contro. Più che un’esibizione, un’interazione circolare tra gente. Sonorità talora minime, a supporto del canto armonico.
Per non sovrastare l’ascolto, la partecipazione e le emozioni di che c’è, qui e ora.

Gianco, settembre 2017

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